giovedì 14 ottobre 2010

Life goes on

I'm gonna write this in english, and I guess all my posts will be written like this from now on. This to make my fans happy, of course.
Actually I was thinking about writing this post since many days ago, but you know, life runs fast and time goes by.
Ginny and Rob got married few days ago. Then also Gabriella and Riccardo did. In July my cousin Roberta became wife. Many people around me are going on with their life, taking it to the next step, I'm standing here looking.
I turn 30 next week. Never tought it would affect me as much as my older friend said, but it does. Fuck!
I can feel the pressure on my shoulder. Is it really time to look back? To take note of past accomplishments?
Oh God... That's not pleasant.
Maybe I should just look back to what I did in 30 years of life and not to what I've not done yet.
And actually I did quite a lot.
I always imagine myself with a notepad in my hand. A big list of things to do, experiences to live in one life and I marked several already. I flight on a helicopter, I shoot with a shotgun in the desert (check the video below), I ate tarantula, I jumped from cliffs, I did scuba diving, I met Go Nagai and many others...
I think I could be quite satisfied for now, but I want more and more.
I use to joke with some friends saying that I will die one day in a piss and blood puddle somewhere in the globe. It wouldn't be bad. If you understand what I mean... and probably you don't.
So... what's the point?
I'm gonna be 30 next week and I will rock as I never did before!
Fuck life!
There is a list to complete!

sabato 25 settembre 2010

Memories from Chile

After quite a long time I finally had time to sort, select and tweak my photos from the travel in Chile I did in June 2009. And here they are... It's time to catch back with all the photos from my last travels...

martedì 7 settembre 2010

Backstage!

Questo è un breve backstage dello shooting che ha dato come frutto la foto di copertina della mostra fotografica COSPLAY.
 


Thanks to my great friend Vanessa Walton for making it ;)

domenica 5 settembre 2010

COSPLAY - La mia prima mostra fotografica!

Paolo Cellammare – COSPLAY
1 - 13 Settembre 2010
Galleria Via Larga - Palazzo Medici Riccardi
via Cavour,9 Firenze


Molti fotografi e cosplayer hanno accettato la sfida e si adoperano per creare scatti molto particolari ed artistici, portando il cosplay oltre gli incontri ad esso dedicati nelle manifestazioni legate alla fotografia”. Così Paolo Cellammare sulle sue foto dedicata al cosplay, la forma di espressione – nata in Giappone – e poi diffusa in tuto il mondo che consiste nell'indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile, in genere dei fumetti ma anche dei giochi di ruolo, interpretandone il modo di agire. Il cosplay fonde insieme sartoria, artigianato, abilità di trucco e recitazione arrivando di fatto a portare in vita personaggi appartenenti alla finzione. “Quando si tratta di scattare cosplay – continua Paolo - è importante anche mantenere una certa attinenza verso la serie ed i personaggi, sia nella scelta della location sia nello stile degli scatti, ma questo non vuol dire che sia necessariamente un limite ma può anche essere uno spunto per creare qualcosa di molto particolare ed interessante”.

"Paolo Cellammare, nato ad Ischia nel 1980 ma trasferitosi da piccolo a Firenze, è stato definito da un sito specializzato come uno dei più grandi fotografi mondiali di cosplay, Al di là di un sodalizio decennale con Francesca Dani, star del cosplay, ha lavorato con modelli e modelle di tutto il mondo. Partecipa ai maggiori festival e vetrine internazionali del settore e pubblica su siti e riviste specializzati, italiani e non. Collabora – unico fotografo ufficiale italiano - con Cosplay.com, sito web leader del settore. Con Francesca Dani è stato invitato in America Latina come ospite d’onore a numerose fiere ed eventi nel settore del fumetto e dell’animazione. Viaggiando per il mondo è stata anche un’opportunità enorme per sviluppare l’interesse verso un genere molto diverso di fotografia, il reportage. Il connubio con il suo spirito di videomaker lo porta a realizzare nel 2009 il documentario “Wishes on a Falling Star”, girato clandestinamente a Cuba ed in parte trasmesso da Rai Tre. Contemporaneamente alla lavorazione del film ha anche scattato un corposo reportage fotografico tuttora in gran parte inedito. E’ quotato anche come fotografo di moda e glamour e lavora alla Rai di Milano."




  

Going eastbound in Summer 2010 - Chapter 7 - Dubai crane city

martedì 20 luglio 2010 alle ore 23.42

Dubai creek
Arabi ai grandi magazzini...

Dubai non è un posto facile, nè da comprendere nè da vivere.
Sebbene tra i paesi islamici sia uno dei più occidentalizzati e tolleranti, le regole musulmane si fanno comunque sentire. In più ci si mette il caldo insopportabile. 45°C ed un umidità pressante ed inaspettata da una zona desertica.
Arabi sciano ai grandi magazzini...

Ero abituato agli oltre 40 di Las Vegas, ma l'umidità intorno al 10% li rendeva abbastanza sopportabili. A Dubai no. E'difficile abituarsi a camminare in un forno e quindi le visite a piedi ai quartieri della città diventano brevi e sofferte. Tanto più che il quartiere storico di Deira, sebbene in stile arabo, probabilmente sarà risalente a 20 o 30 anni fa.
Dubai vista dall'osservatorio del Burj Kalifa
Piccioni svolazzano sui prati viola (???)
della città...

Ben altra storia la parte nuova della città dove abbiamo potuto visitare il centro commerciale più grande del mondo (con all'interno mega aquario dove poter fare diving con gli squali), sovrastato dal Burj Kalifa, palazzo più alto del mondo, ed il secondo centro commerciale più grande del mondo (perchè non superarsi da soli?) con all'interno tanto di pista da sci.
Burj Kalifa, il palazzo più alto del mondo!
La fontana del Dubai Mall...
vi ricorda qualcosa?

Il Burj Kalifa è senza dubbio imponente e spettacolare. Sinuoso ed affusolato sembra quasi estendersi a perdita d'occhio ben oltre i suoi 800 metri di altezza, misura che già di per se non ha eguali.
Ai suoi piedi una mega fontana, spudoratamente copiata da quella dell'hotel Bellagio di Las Vegas, che con simile cadenza si produce in entusiasmanti show d'aqua a tempo di musica. Da brividi il suono degli spari d'aqua più alti, autentiche esplosioni.
perchè bere RedBull quando
c'è l'energy drink di Tonino Lamborghini?

Non poteva mancare una mattinata sulla spiaggia di Jumeirah, con vista sul Burj al Arab. Vista relativamente buona perchè la foschia a Dubai raggiunge livelli record, basta andare qualche chilometro più lontano e non si vede neanche più il Burj Kalifa. In più diciamo che le ore in spiaggia non sono state per niente piacevoli.
trova l'intruso ;)

Abbiamo benedetto il fatto che il mare fosse più freddo che in Thailandia, e siamo stati in acqua praticamente tutto il tempo anche perchè comunque asciugarsi fuori era un impresa impossibile. Si passava direttamente dall'essere bagnati all'essere bagnati di sudore, senza quel momento asciutto di mezzo. Lo spettacolo però è stato interessante. I bagnanti, quasi tutti giovani uomini arabi, che di solito vedi per strada tutti seri e compassati, qui sembravano una banda di ragazzine, ridacchiando e facendo giochi stupidi in acqua. Facevano tenerezza :)
Unica salvezza se sei fuori in strada a Dubai sono le fermate degli autobus. Vere e proprie cabine dotate di aria condizionata, sicuramente paradiso dei barboni, se solo ne avessi visto almeno uno.
Insomma alla fine tirando le somme devo dire che sicuramente non ci tornerei volentieri. Diciamo che non fa per me.
Tanto per rendere l'idea del caldo di Dubai.
Non aveva appena piovuto, è sudore quello!
Ed ero così già 10 min dopo essere uscito dall'hotel...

Inoltre vedere tutti questi cantieri, migliaia di gru e di palazzoni immensi e vuoti mi mette angoscia. Ovunque ti giri c'è un senso di incompiuto e di morto, inerte. E'quasi deprimente. O forse lo era ripensando ai vivaci luoghi visitati nelle ultime settimane.
Ma tutto alla fine viene messo via nel bagaglio di esperienze ed anche quelle meno piacevoli diventano importanti ed utili.
Questa è globalizzazione! O__o


La mente corre velocemente indietro pensando ai luoghi ed alle persone conosciute. Alcune magari le ritroveremo, molte altre non le vedremo mai più ma sono state parte di questa avventura e le ricorderò per sempre.
Never forget!
Over the top.

Going eastbound in Summer 2010 - Chapter 6 - Oh Buddha!

lunedì 19 luglio 2010 alle ore 17.09

alba a Hua Hin
 
Volo Emirates Dubai-Milano. Dopo varie minacce da parte della compagnia aerea di essere spostati sul volo successivo, causa overbooking, ce l'abbiamo fatta a prendere quello previsto, scampando 9 ore extra di attesa.
E'passato un mese e tre giorni. Molto intensi. Se penso alle esperienze vissute potrebbero essere 6 mesi, ma in questo momento mi sembra durato solo un battito di ciglia.
Il tuk tuk più truzzo di Hua Hin,
con mega impianto stereo JBL
e subwoofer sotto il sedile passeggeri!
Dopo Koh Tao dovevamo tornare verso Bangkok da cui avremmo preso il volo per Dubai il 15. Ma avevamo ancora qualche giorno da spendere e così ci siamo inventati una tappa a Hua Hin. Città sul mare in cui il Re ha la sua residenza estiva. Abbiamo pensato potesse essere un bel posto, se non altro interessante e meno turistico, e poi è famoso per le mangiate di pesce e frutti di mare.
Il che in effetti era vero, pesce eccezionale e a prezzi ridicoli, peccato solo che la spiaggia fosse praticamente il pantano del fondale marino almeno fino al pomeriggio quando l'alta marea la rendeva una spiaggia normale. Ma niente di che.
bambini thai che giocano
in spiaggia a Hua Hin
La sosta qui è stata però strategica perchè ci abbiamo passato la notte dell'11 luglio. Data che credo significhi molto per i nostri cugini spagnoli, neo campioni del mondo. Esilarante guardare la partita con orde di turisti olandesi semi ubriachi che cantavano tutti in coro canzoni assurde. Diciamo poi che verso la fine erano talmente ubriachi che non si sono neanche resi conto più di tanto di quello che era successo. Meglio per loro. Spagnoli purtroppo ce n'erano pochi, ma nel post partita un po'di casino l'hanno fatto, anche insieme agli olandesi. Qualche tifoso civile ancora c'è per fortuna.
Ormai era tardi e ne ho approfittato per fare le valigie e attendere l'alba per poter fare delle foto sul molo che era a due passi dal nostro hotel. Unici compagni ad assistere a quello spettacolo eccezionale, dei cani randagi e due ragazzini thai che non ho idea di cosa ci facessero lì a quell'ora.
Dopo qualche ora di sonno ci prepariamo a partire per Bangkok, ma prima dovevo passare dal mio sarto nepalese personale che mi stava finendo una camicia di seta e dei pantaloni di cachemere su misura. Mi aveva accalappiato il giorno prima per strada davanti al suo negozio ed era praticamente stato impossibile dirgli di no, specialmente a quei prezzi.
Girarrosto dei pesci
al mercato notturno di Hua Hin
Provo il tutto, i pantaloni sono perfetti, la camicia da stringere un pelo, ma sembra un bel lavoro. Lui sistema la camicia e torniamo mezzora dopo a ritirare il tutto. Ragazzo in gamba, ci dice di aver aperto da poco l'attività e di raccomandarlo agli amici italiani. Se qualcuno capitasse mai a Hua Hin e volesse farsi fare un vestito o una camicia su misura mi scriva ;) In Thailandia basta girare per le strade e cercano di accalappiarti in mille, ma chi sa se sono davvero bravi o ti fanno un lavoro da cani?
 
Pronti ad una bella mangiata di pesce ;D

Bangkok. La prima ora l'abbiamo passata nella metro a decidere in quale quartiere andare a stare. Dei ragazzi conosciuti sul bus ci avevano raccomandato un posto, ma lì in metro si fermano diversi thailandesi ad offrirci aiuto. Ognuno dice la sua, alla fine con tutto quello che abbiamo imparato potremmo aprire noi un centro informazioni turistiche.
Marco si lava i piedi al 7 Eleven...
quale bisogno non può sopperire un 7 Eleven?
Optiamo per Khaosan Road, strada dei backpackers, nella parte vecchia della città. Non molto ben collegata a livello di mezzi pubblici, cosa che la rendeva una scelta difficile, ma alla fine siamo stati contenti. Probabilmente è stata la scelta migliore.
Stradina molto turistica a dire il vero, costantemente occupata da un mercatino eccezionale di vestiti, souvenir e ammenicoli vari e invasa a qualsiasi ora da un flusso di giovani viaggiatori da un po'tutto il mondo. La sera si animava con i suoi bar e locali, in un tipo di vita notturna sicuramente più sano rispetto a quartieri come Patpong o altri veri e propri covi di prostituzione.
Bangkok è una città tranquilla alla fine, più di quello che pensavo. L'unica cosa è che avendo a che fare con la gente locale si ha sempre l'impressione che ti vogliano fregare. Ed è quasi sempre vero, tanto da diventare paranoici.
Vi racconto un aneddoto. Usciamo per fare un giro dei templi principali e chiediamo informazioni ad un tizio per strada. Lui ci dice che quel giorno è la festa di Buddha e quindi i templi la mattina sono chiusi ai visitatori per consentire ai monaci di pregare in tranquillità. Quindi ci consiglia di andare a visitare un mercato sul fiume prendendo un battello, ma non quello per turisti, quello per thailandesi che costa 20 euro (???) e che si prende molto più in là... Subodoriamo la fregatura e continuiamo con il nostro piano anche perchè per raggiungere il fantomatico mercato ci sarebbero volute due ore che non avevamo. Poco più in là ci ferma un altro tizio e ci dice la solita cosa riguardo la festa religiosa, consigliandoci di prendere poco più avanti uno speciale tuk tuk statale che per soli 20 bath ci avrebbe portato a vedere diversi templi ed in più l'expo che si teneva eccezionalmente in quei giorni. Iniziamo a credere alla storia della festa e pensiamo di non avere poi molto da perdere così andiamo verso il tuk tuk che conferma l'offerta.
 
L'infame tuktukkaro truffatore

Inizia il tour. Al secondo tempio incontriamo un tizio in attesa di entrare a visitarlo che ci racconta di essere di Singapore, di avere una sorella sposata con un italiano. Ci racconta tutta la storia del matrimonio a Brescia e che era a Bangkok in vacanza in quei giorni per approfittare dell'expo, unico momento dell'anno in cui si potevano comprare pietre preziose da poi rivendere poi a dieci volte tanto in europa. Siamo già in guardia su questo tipo di truffe ma continuiamo a dargli corda facendogli domande provocanti finchè non inizia a darci degli stupidi per il fatto che non volevamo andare a comprarle. A quel punto pensiamo che fosse abbastanza e ce ne andiamo. Con la coda dell'occhio lo vediamo fare cenni al nostro tuktukkaro lontano sulla strada.
Tappa successiva una gioielleria. La spacciava per l'expo, e ci chiede di fare un giro per poter prendere un gasoline coupon. Facciamo un giro ma non compriamo niente. Continua così alternando un tempio ad un negozio, finchè non ci lascia davanti all'ultimo tempio e va via senza neanche prendere i suoi 20 bath. Fortuna vuole che fosse il tempio più vicino al nostro hotel. Giro dei templi gratis! La miglior fregatura della mia vita ;)
Bud Spencer for President!
anche i Thailandesi amano Piedone :)

I giorni nella capitale scorrono piacevoli e tranquilli, tra qualche giro turistico e un po'di shopping a prezzi stracciati. Le nostre tecniche di contrattazione arrivate a livelli notevoli dopo un mese di viaggio ci sono state qui piuttosto utili.
Ma l'esperienza forse più intensa vissuta in città è stata la lunga chiacchierata che ho avuto modo di fare con un monaco anziano in un tempio buddhista. Chi mi conosce sa che non ho grande stima per le religioni anche se rispetto totalmente il credo altrui. Tuttavia ho sempre visto il buddhismo come una dottrina abbastanza diversa dalle religioni a cui siamo abituati. E così ho colto l'occasione di un incontro per stranieri in un tempio specifico per poterci capire qualcosa di più.
Riassumere circa un ora di chiacchierata non sarebbe facile e neanche ho intenzione di farlo, non credo che diventerò buddhista (ma non si sa mai) comunque ho trovato questo tempo ben speso e sicuramente proverò a dedicarmi a qualche tecnica di meditazione.
In questi giorni incontriamo per l'ennesima volta ed in modo del tutto casuale la coppia di belgi che con noi aveva attraversato il confine dalla Cambogia e che abbiamo rivisto a Koh Tao, ed altri ragazzi conosciuti a Phnom Pehn ed a Sihanoukville. Bangkok, ed in particolare Khaosan Road, è il crocevia di tutti i giovani viaggiatori nel sud est asiatico e ce ne accorgiamo subito.
Ma il momento di partire arriva presto, ed è ora di abbandonare quelle terre magiche che ci hanno regalato tante emozioni. Rotta verso Dubai, frontiera araba della globalizzazione. Sarà altrettanto piacevole?
 
la mitica Khaosan road, Bangkok

Going eastbound in Summer 2010 - Chapter 5 - 7 Eleven underwater

sabato 17 luglio 2010 alle ore 10.40

Shane, my diving mate, jumping off the boat in a moonsault!
 
La Thailandia è uno dei paesi al mondo con il più alto numero di negozi 7Eleven. I mitici mini makert onnipresenti negli Stati Uniti ed in Giappone spadroneggiano infatti anche qui ad ogni angolo di strada. I prodotti in vendita però sono orientati ai gusti dei Thai, tra gli snack mancano quindi i cheeseburger degli americani e gli onigiri o i bento box dei giapponesi, sostituiti da altrettanti troiai per niente salutari tipo wursteloni tossici.
Tra le bibite nessuna sorpresa particolare, la scelta non si avvicina lontanamente a quella giapponese, anche se fortunatamente si trova qualche prodotto nipponico come Calpis o Dakara oltre alle più comuni bibite occidentali.
Capitolo Birre. Le birre più bevute in Thailandia sono Singha, istituzione nazionale, Chang, Leo, Tiger e Heineken. Mentre le prime tre se non sbaglio sono tutte di produzione locale (su Leo non ne sono sicuro), Tiger viene da Singapore e Heineken la conosciamo tutti. Vi state chiedendo perchè vendono la Heineken? La risposta è semplice, perchè le birre thailandesi fanno schifo. Tranne una. San Mig Light, che avevo dimenticato nella lista, come gusto e bottiglia ricorda molto la mitica Corona, e guarda caso la servono con una fettina di lime incastrata nel collo. Unica speranza di salvezza nelle calde serate thailandesi.
Rimpiangiamo ovviamente le birre Cambogiane che invece erano degne di sicuro rispetto ed avevano nomi facili da ricordare: Angkor e Anchor, per non sbagliarsi.
 
Mangiata di pesce d'ordinanza innaffiata da birra Leo... delicious! Seabass, cozze e altri frutti di mare.
Vi andrebbero delle Pringles all'alga?
fantasticamente verdi!

Chi ha letto i miei precedenti diari di viaggio sa quanto mi affascini scoprire la cultura locale attraverso i suoi prodotti commerciali o le localizzazioni di prodotti internazionali. A proposito devo provare le Pringles al gusto gamberetti, quelle alle alghe non erano affatto male... ed erano verdi!
Ma cambiamo discorso, chi di voi non ha mai sognato da piccolo di diventare un astronauta?
Io di sicuro l'ho fatto molte volte ed in questo viaggio ho potuto vivere un esperienza che credo sia la cosa più vicina ad un viaggio su un altro pianeta che potrò mai fare in vita mia.
Parlo dello Scuba diving a Koh Tao, cioè l'immersione subaquea con le bombole d'ossigeno.
Non era una cosa preventivata, anzi ad un certo punto del viaggio non pianificavamo neanche più di andarci a Koh Tao. Alla fine è solo una piccola isoletta tranquilla, meta famosa proprio per il diving e di conseguenza lo snorkeling. Bella ma la nostra tabella di marcia serrata ci imponeva dei tagli. Fortunatamente la sera prima di partire, per una serie di coincidenze di orari abbiamo cambiato il nostro programma per fermarci una notte lì.
Ed ho iniziato a valutare la possibilità di fare un immersione. In fondo quello è il posto più economico al mondo dove poterlo fare, vista l'altissima concorrenza che si fanno le decine di scuole di sub dell'isola. Un occasione da non lasciarsi sfuggire, ma c'era un problema da superare, le tempistiche. Fortunatamente abbiamo trovato la sera una scuola tra le più famose dove sono stati molto disponibili dal farmi fare lì per lì il training in piscina di un ora per poi poter partecipare direttamente alle immersioni mattutine dalla barca del giorno dopo.
La simpaticissima e pazza Fai, la mia istruttrice, mi mette subito a mio agio scherzando e facendo diventare tutto un gioco, tanto che le minime preoccupazioni che avevo prima di iniziare spariscono e rimane soltanto una grandissima esperienza vissuta al 100%.
Il giorno dopo conosco gli altri 3 ragazzi che avrebbero fatto l'immersione con me, Shane, Carson e Shahreh. Marco viene con noi come ospite a bordo, occasione che gli ha permesso di fare un bel giretto in posti stupendi praticamente senza sborsare un centesimo.
Prima immersione. Indossata l'attrezzatura ci buttiamo in mare, ma appena iniziata la discesa ci sono dei problemi. Shahreh va in panico e deve tornare a bordo, Carson ha dei problemi con la maschera che lascia filtrare acqua e gliela devono cambiare. Shane che sulla carta sembrava il più problematico, visto che ha dei problemi alle orecchie con la compensazione della pressione va invece giù liscio come l'olio.
Quando vai sott'acqua la tua prima reazione è quella di trattenere il respiro. Con le bombole non lo devi più fare, e sebbene sia una cosa palese, sperimentarlo in prima persona è una cosa fichissima. Certo respirare con quell'apparecchiatura non è per niente la stessa cosa, ma sei sott'acqua!
L'isoletta vicino a Koh Tao dove
siamo stati a fare diving.

Arrivati sul fondale a circa 12 metri, Fai ci fa prendere confidenza con i movimenti, poi iniziamo a nuotare. Guardandoci intorno iniziamo a vedere cose dalle forme e colori più assurdi e pesci che osservo per la prima volta intenti nelle loro attività quotidiane, come brucare alghe dalle rocce o andarsene in giro belli paciarotti.
Fai inizia ad avvicinarsi ad un enorme roccia nera se sembra volerle andare sotto in un insenatura.
Ci avviciniamo e non capisco se è un effetto dell'acqua ma la roccia sembra muoversi. Mi avvicino ancora.
Inizio a scorgere le migliaia di pesci che la compongono, non è una roccia ma un banco di pesci che inizano a circondarmi mentre nuoto rendendomi tutt'uno con la loro immensa massa. Incredibile.
Mi sembrava di essere in un sogno visionario, invece è la realtà... solo vista da un altro punto di vista.
L'unica cosa veramente strana è stata non vedere neanche un 7 Eleven laggiù in fondo al mare ;)
 
Me, teachers and diving mates in Koh Tao!

Going eastbound in Summer 2010 - Chapter 4 - Traversata infernale

venerdì 16 luglio 2010 alle ore 20.49
Rotta verso Koh Samui
Giro in barca sul fiume che circonda Ayutthaya

Dopo Si Racha un repentino cambio di programma ci ha portato ad Ayutthaya, l'antica capitale del regno del Siam. Questa è una delle località più importanti del paese per quanto riguarda la storia ed in particolare i templi. Molte sono infatti le rovine di antichi templi risalenti anche all'epoca della dominazione Angkor. Ma dopo aver visto quelli in Cambogia, obbiettivamente i templi thailandesi impallidiscono al confronto e più che altro lasciano l'amaro in bocca.
e questi sarebbero i templi
più belli della thailandia?
ma sono fatti di mattoni! vergogna!


Abbiamo quindi deciso di rimanere soltanto una notte in questa città che non aveva molto altro da offrire. Il piano consisteva nella partenza serale per la capitale e la traversata del paese con un treno notturno, destinazione: Koh Samui, isola famosa per le sue paradisiache spiagge.
Dopo il check out alla guesthouse e la visita ai templi facciamo un giro organizzato in barca sul fiume che circonda interamente il centro della città con tappe ad alcuni dei templi che non avevamo visitato. Tra cui quello che contiene la statua di buddha antica più grande del paese. Interamente in bronzo penso fosse addirittura più grande di quella di Kamakura in Giappone. Impressionante.
Appena finito il giro in barca ci siamo fiondati in tuk tuk verso la stazione e subito sul treno per Bangkok. Lì in stazione cena al KFC e subito treno notturno.
Ora, analizzando il fatto che il treno con le cuccette era già esaurito e i treni thailandesi non sono per niente degli shinkansen (o freccia rossa) nè per velocità nè per comodità. Aggiungendo che l'ultima doccia l'avevamo fatta la mattina all'hotel di Ayuthaya e che qui basta mettere la testa fuori di casa per ritrovarsi in pochi istanti bagnati di sudore dalla testa ai piedi.
In più tra ritardi vari, bus non previsti e ricerca lunghissima di un hotel decente, abbiamo messo piede in una camera verso le 5 del pomeriggio.
Non avevamo un buon odore.
Per niente.
In compenso già le prime sbirciatine alle spiagge dell'isola dal bussino facevano presagire qualcosa di spettacolare. C'è poco da descrivere... lascio spazio alle foto.
In realtà nella mia personale classifica delle spiagge, Las Terrenas in Repubblica Dominicana, non viene minimamente scalfita a rimane con scioltezza sul podio, almeno per ora.
[JUMP]
Koh Phangan. Ultima notte.
Abbiamo passato a Koh Samui 4 notti. Marco non è stato molto bene a causa di una via di mezzo tra un intossicazione ed una maledizione di Montezuma... diciamo niente di grave ma non ha passato delle belle giornate.
Probabilmente ci saremmo spostati prima se lui fosse stato bene, per via dell'eccessiva turisticità del posto, ma con il senno di poi devo ammettere che anche Koh Phangan non è da meno, anche se ha un tipo di frequentazione diversa.
Ecco l'infame bucket, pericolosamente vuoto!

Quest'isola è famosa infatti per i suoi party sulla spiaggia, in particolare il Full Moon Party che dovrebbe essere stato inventato qui e per i suoi "bucket", secchielli da spiaggia pieni di alcolici venduti a buon prezzo la notte praticamente ovunque. Una parola, delirio. La notte passa con frotte di turisti ubriachi che si ammassano in spiaggia fino all'alba. Giocoleria con le fiamme, giochi stupidi e limbo infuocati animano la nottata. E la mattina la spiaggia è vuota.
Peccato solo che quest'isola sia discretamente più cara rispetto alla sorella maggiore Koh Samui, che già non si allineava con gli altri posti, meno turistici dove eravamo stati.
I tre giorni lì però sono passati molto velocemente. Abbiamo fatto amicizia con Linda e Jon (sorry for the final, my friend ;D ), due ragazzi in viaggio, lei svizzera, lui olandese.
Ma uno dei ricordi più divertenti di questa tappa è stata la mitica guesthouse dove stavamo, gestita totalmente da gay. Il padrone in particolare era un personaggio mitico, che continuamente ci provava con noi in modo scherzoso e noi ovviamente non ci tiravamo indietro. Mitici i suoi "oh buddha!" stile "oh my God!".
Il tempo di ripartire però è arrivato ancora e dopo l'ultima serata in spiaggia abbiamo riconsiderato una tappa a Koh Tao, patria del diving, ma questa è un altra storia...
Sanguyan, il mio personale venditore di frutta in spiaggia a Koh Samui. Aveva i migliori mango mai mangiati!

Going eastbound in Summer 2010 - Chapter 3 - Time Traveling

martedì 6 luglio 2010 alle ore 15.09

Un sorriso accogliente. Questa è la Cambogia!
 
Un futuro commerciante incontrato 
al mercato di Phnom Penh :)

Sappiamo tutti come il tempo non scorra sempre allo stesso modo. In queste due settimane il tempo è volato anche se la quantità di cose viste e fatte è talmente alta da farli sembrare due mesi.
Quello di cui voglio parlare adesso però è un altro concetto di tempo. Il tempo relativo all'evoluzione socioculturale. Il tempo passato. Viviamo nel 2010 e nei nostri ricordi la vita negli anni 80 o 90 aveva delle caratteristiche ben precise. Particolari riguardo ai costumi, ai prodotti che c'erano sul mercato, ad uno stile di vita diverso da quello attuale. Tutto ciò però è legato alle nostre personali esperienza di vita. Noi che viviamo in Italia sicuramente abbiamo un tipo di percezione diversa del tempo passato da quella di chi vive in altri posti. Ad esempio chi ha abitato in Finlandia o in Texas avrà ricordi della vita negli anni passati più o meno diversi dai nostri. Penso comunque che nei paesi occidentali, il primo mondo, l'evoluzione della società sia andata per lo più di pari passo.
Cartello eloquente.
Il sorriso, gesto così naturale
in questi posti è vietato solo
nel luogo del terrore,
il museo dell'S-21.

Quanto sarebbe affascinante viaggiare indietro nel tempo e sperimentare la vita negli anni 50 o 60? Ebbene è qui che volevo arrivare... si può fare!
Le due settimane passate in Cambogia hanno creato vere e proprie sensazioni da viaggio nel tempo, tanto quanto il viaggio a Cuba, ma in modo diverso. Probabilmente più accentuato dalla mancanza di una situazione politica "particolare".
Da queste parti dicono "same same, but different".
Mentre viaggiando in Giappone sembra di andare 5 anni nel futuro, qui è come vivere negli anni 60 per molti degli aspetti della vita quotidiana.
Ed incredibilmente passando il confine con la Thailandia il salto è notevole, diciamo di 30 anni, arrivando agli anni 90.
Penso che per i nostri genitori un viaggio così possa risvegliare indelebili ricordi di gioventù dell'Italia del dopo guerra.
Il ghiaccio viene comprato in blocchi e tagliato dalla gente per strada, il carburante per i motorini viene tenuto in bottiglie e versato con un imbuto dai "distributori", i barbieri hanno i chioschi per strada all'aperto, e le bibite in vetro hanno il vuoto a rendere!
UTOPIA!!!


Questo è anche il valore aggiunto di un viaggio del genere. Ed è anche per questo motivo che adesso che siamo in Thailandia stiamo ancora rimpiangendo i giorni oltre confine.
La Cambogia ci è rimasta nel cuore, sicuramente. Come dimenticare i sorrisi della gente e gli scherzi dei bambini, che di giorno vanno a scuola e di notte vendono libri fotocopiati per le strade? E le sfide con loro a morra cinese, giocandosi pochi dollari per noi insignificanti ma che per loro fanno la differenza... Marco ricorda ancora con una risata la faccia stupita del bambino a cui, invece di sasso carta o forbice ho estratto, tendendo mignolo e pollice... un telefono! Pronto?!? XD
Meridyth and another friend,
met at Utopia! Great place!

Gli ultimi giorni passati a Sihanoukville sono stati rilassanti ma allo stesso tempo ricchi di incontri con i molti backpackers dell'Utopia. Mitico bar con dormitorio da 2 dollari a notte annesso, dove la mitica Meridyth ha curato il mio mal di gola con whisky (che a quanto pare in Tenessee è usato come rimedio per qualsiasi malanno)(Thanks again Tiara!). E poi come dimenticare le mangiate di aragostine sulla spiaggia (6 per 1 dollaro), perchè ovviamente non ci sono solo scarafaggi e tarantole e locuste da mangiare in Cambogia, anzi...
A Sihanoukville Marco, ustionato da un unica giornata di sole, esulta dopo aver finalmente trovato una pianta di Aloe Vera, usando una lattina di succo di Aloe per indicare alla gente del luogo la figura di quello che stavamo cercando. Un caldissimo pomeriggio intero, ma grande soddisfazione finale!

Il piatto nazionale si chiama Amok, ed è molto molto buono. Consiste in pollo o pesce a scelta cotto in latte di cocco foglie di banano e spezie varie e servito solitamente nelle foglie di banano o a volte in una noce di cocco aperta, da mangiare insieme al riso bianco. Io l'ho assaggiato 4 volte, ed è sempre stato abbastanza diverso l'una dall'altra ma comunque ottimo. Sempre di pesce, di solito era pesce di lago ma una volta l'ho provato di squalo, barracuda. Per chi fosse interessato, sa di pesce spada.
Altro piatto locale molto famoso è il Loc Lac, che consiste in pezzetti di carne preparati con spezie varie etc... mi è piaciuto molto ma non mi ha impressionato particolarmente e quindi non l'ho mai ripreso, anche se adesso a parlarne me ne pento ;)
Manca ancora alla mia lista il serpente, spero che qui in Thailandia si trovi altrettanto facilmente, ma penso di si, ieri sera in un mercatino notturno a Si Racha abbiamo dato un occhio alla bancarella degli insetti fritti e paragonata a quelle dei khmer ostentava opulenza con le sue cavallette giganti, mega cicale e scarafaggioni titanici degli della megalomania americana.
Splendido mare a Si Racha,
assolutamente non balneabile.
A meno che non si voglia farla finita.

Se qualcuno di voi è stato in Thailandia, leggendo il nome di Si Racha si starà chiedendo dove sia e soprattuto perchè/come straminchia ci siamo finiti.
La nostra prima tappa passando il confine a Koh Kong, dopo circa 4 ore di bus, è stata Pattaya. Località famosa per la sua vita notturna (leggi turismo sessuale e prostituzione), era l'unica città grossa e di un minimo interesse turistico in cui avremmo potuto fare tappa. Diciamo però che l'avevamo sottovalutata. O sopravalutata a seconda dei punti di vista.
Pattaya è un puttanaio. Ma forse come definizione è riduttiva. Diciamo che il glorioso esercito del Siam è adesso composto da troie. E in buona parte sono lì. Siamo arrivati alle 7 di sera e siamo scappati la mattina dopo. Non credo che ci sia bisogno di spiegare il perchè.
Pattaya detto anche Puttroia.


E, la cittadina più vicina riportata sulla mappa, procedendo in direzione Bangkok, era proprio Si Racha. Dormire in un hotel di legno costruito su palafitte sul porto in questa vecchia città di pescatori, giocare con le tartaruge marine giganti e fare amicizia con i rapper locali sono state esperienze certamente più interessanti che essere presi d'assalto da prostitute 24 ore no stop a Pattaya. Inoltre ieri sera c'è stata un'incredibile tempesta di fulmini sulla baia, con un'eccezionale frequenza di 2-3 al minuto, condizioni che per un cacciatore di fulmini come me sono impagabili, ed ho potuto catturare degli scatti veramente bellissimi che vanno ad arricchire la mia galleria di fulmini.
Un altro piccolo amico, affascinato dalla mia fotocamera si è fatto fare un intero servizio di parecchie foto e video.

Going eastbound in Summer 2010 - Chapter 2 - Brother Number 1 and a great country

martedì 20 luglio 2010 alle ore 23.59

le strade di Phnom Pehn
 
La Cambogia come molti paesi in via di sviluppo rappresenta l'ultima frontiera del turismo. Visitarla è economico ed i posti non sono stati sovraesposti al turismo come molti altri. Nel nostro viaggio stiamo incontrando per lo più viaggiatori, non turisti. Che differenza c'è tra un viaggiatore ed un turista? Molti di quelli che incontriamo sono ragazzi sotto i trentanni che finiti gli studi si lanciano in un periodo sabbatico di almeno 3-6 mesi con lo zaino in spalla, e tanta voglia di avventura.
Marco in un momento
di riflessione all'S-21

Crado che quelli più interessanti siano quelli che sono andati oltre, i drogati di viaggi, quelli che mettono da parte un po'di soldi lavorando per un po'e poi partono, senza piani e a volte anche senza sapere quando torneranno. Proprio come il caro vecchio Ramon, che però dopo quasi due anni è finalmente tornato in Italia... Ramon, quando torno ci becchiamo!
 
 Martyn, anche lui toccato dalla
tragedia causata dal regime
di Pol Pot.

Come dicevo, ne abbiamo incontrati diversi, Moran e il suo ragazzo, una coppia di giovani israeliani in viaggio per l'ennesima volta, ed assuefatti all'India, lì si sono fatti 6 mesi girando in moto tutto il paese. Martyn, carpentiere inglese che si è stufato ed è partito, un vero mito, e poi Luca, compatriota milanese.
La cosa buffa è che loro due li abbiamo conosciuti e salutati a Siem Reap per poi incontrarli di nuovo per caso a Phnom Penh, quasi fosse destino, insieme alla new entry Peter, come me alla ricerca di nuove, estreme, esperienze culinarie. E'lui infatti che mi offre una zampa di tarantola nel video che ho pubblicato qualche giorno fa, ma lui diciamo che è andato un po'oltre e ha provato anche il cane... io non credo di potercela fare ad arrivare a questo punto... comunque ha detto che non era male.
Io mi sono fermato a cavallette fritte ripiene di noccioline (ottima, sapeva di frittura di paranza), la suddetta zampa di tarantola (a detta di Marco sapeva di pellicina delle noccioline e concordo) e lo squalo (deliziosa alternativa al pesce spada)
I giorni nella capitale sono scorsi alla grande, prevedevamo di starci solo 2 notti e invece ne abbiamo passate 4. E'una città che offre molto da fare e da vedere. E poi io sono dell'opinione che un posto vada vissuto e non soltanto visto. Vi siete mai chiesti perchè viaggiate? Per collezionare foto ricordo o per vivere delle esperienze di vita?
Collezione di teschi delle vittime dei Khmer Rouge all'S-21.
Ce n'erano diverse centinaia in bacheca.
Vagando per i corridoi della prigione.


Di esperienze Phnom Penh ne ha fornite molte, sia piacevoli che meno, come lo shockante museo ricavato nell'S-21 la prigione centrale dei Khmer Rouge dove sono state imprigionati ed uccisi una parte degli oltre 2 milioni di Cambogiani durante i circa 4 anni di regime di Pol Pot. Terribile e sconvolgente quanto il museo della bomba a Hiroshima. Il museo espone tutte le foto degli imprigionati che venivano catalogati accuratamente, ed alcune volte mostravano anche il prima e dopo le torture. Una sorta di macchina infernale, stile sacra inquisizione che li obbiligava a confessare qualsiasi cosa. La parte più intensa è secondo me l'edificio che è stato lasciato intatto come era al momento della liberazione del paese da parte dei Vietnamiti, con tanto di filo spinato e veneziane chiuse, tutto liberamente esplorabile.
Martin ed un bambino venditore
ambulante di libri fotocopiati.
Come molti dei bambini della
capitale, di giorno vanno a scuola
e di notte lavorano, farli divertire
un po' è stato un piacere.

Abbiamo anche assistito ad uno show di boxe cambogiana, analoga alla kickboxing thailandese. La cosa interessante è che quello visto da noi faceva parte di un reality show legato allo sport sullo stile di Contenders, o Campioni, e abbiamo potuto conoscere il produttore e presentatore un australiano che da 7 anni vive in cambogia e che ha tirato su questo buisness che pare avere grandissimo successo locale.
Dalle previste 2 notti alla fine ne abbiamo passate 4 e saremmo stati anche oltre se non ci fosse stato il richiamo delle spiagge di Sihanoukville. Per adesso vi saluto e raggiungo Marco in piscina... ;)

Finalmente in spiaggia a Sihanoukville